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Leos Carax. Lo schermo e il doppio

Leos Carax. Lo schermo e il doppio

€16.00

Solo cinque film in trent’anni, qualche corto e un mediometraggio, Leos Carax ritorna sempre in tempo per lasciare un segno profondo nel presente prima che ci si dimentichi di lui. Il suo è uno dei casi più emblematici di certo cinema d’autore propulsore di modernità e di poesia che fluttua costantemente tra la memoria stessa del cinema e la contemporaneità, tra la struggente malinconia e un senso inaspettatamente ludico, tra l’emozione per la velocità e una partecipata contemplazione dell’esistenza nei suoi aspetti più inediti e segreti.
Il suo universo fatto d’incontri irrealizzabili e di “doppi” di se stesso in cui la dimensione delle rêverie e dell’invisibile domina sul reale è sempre più intricato di connessioni con le arti visive, la letteratura, il surrealismo, e non finisce mai di essere intrigante. Da Rosso Sangue a Gli Amanti del Pont-Neuf fino all'ultimo Holy Motors (senza dimenticare Boy meets girl e Pola X), la sua traiettoria mostra quanto di più necessario possa essere farsi veicolare dal cinema in un percorso iniziatico e trasformativo. La sua idea, oltre che prassi, di visione espansa si porta dietro un profondo senso di inevitabilità: «Bisogna gettare tutto ciò che è costruito per terra. Partire dal caos dentro di sé e dintorni, e cercare nel buio un bagliore nuovo, camminare passo dopo passo verso questo bagliore non essendo mai sicuri che non si tratti di un miraggio» (Leos Carax).

Autore: Paolo Campana. Edizioni Il Foglio. Pagine 290


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